CASI TRATTATI

Malasanità: maxi-risarcimento da 1 milione di euro

Si è chiusa con un conciliazione tra la famiglia di un minore e l’assicurazione della Asl una vicenda drammatica iniziata nel 2010 con un parto ritardato di svariate ore che, insieme ad altre negligenze del Reparto di Ginecologia ed Ostetricia, ha provocato la nascita di una bambina con un forte ritardo psico-motorio ed attualmente portatrice di una invalidità del 100%.Leggere di più


Complicanze da intervento di routine e violazione del consenso informato: Corte d’Appello de L’Aquila condanna Asl abruzzese al risarcimento dei danni

Complicanze da intervento di routine e violazione del consenso informato: Corte d’Appello de L’Aquila condanna Asl abruzzese al risarcimento dei danni

 

La Corte d’Appello de L’Aquila ha completamente riformato una sentenza emessa dal Tribunale di Pescara sul tema della responsabilità medica e della struttura sanitaria, in particolare sul risarcimento del danno causato da “complicanze” in seguito a errato intervento chirurgico e sulla questione connessa del “consenso informato.”

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Malasanità: decesso sospetto dopo caduta – risarcimento di 165.000€

Lo Studio Legale Colletti ha ottenuto un ottimo risarcimento per i loro Assistiti successivo ad un decesso molto sospetto avvenuto presso una Asl abruzzese.

Cosa era successo?

Un anziano signore, sofferente già di varie patologie, ricoverato presso il Reparto di Geriatria, due volte consecutive cadeva dal letto, prima per un difetto dell’impianto frenante del letto, e, successivamente, a causa della mancata presenza di contenzione.

Ma, la cosa più grave, era che i sanitari avevano omesso di preparare la scheda inerente la Scala di Conley, ovvero la valutazione degli strumenti di misura del rischio caduta dei pazienti.

A causa delle cadute si era reso necessario un intervento neurochirurgico per la comparsa di un ematoma sottodurale e, dopo che la situazione pareva stabilizzata, l’anziano veniva dimesso, morendo, senza una autopsia, venti giorni dopo le dimissioni dall’ospedale.

La particolarità e la difficoltà del caso derivava proprio dal decesso avvenuto fuori e tempo dopo l’avvenuta dimissione, provocando così una possibile elisione del nesso di causalità tra l’inadempienza ed il decesso.

Dopo la perizia del nostro Consulente e lunghissime trattative con l’assicurazione della struttura pubblica, si è arrivati ad un risarcimento per totali 165.000€.

Vero che per una situazione del genere il risarcimento sarebbe potuto essere molto più alto ma, quando le possibilità di vittoria in un giudizio sono inferiori al 50%, è molto meglio arrivare ad una transazione piuttosto che far spendere soldi ai Clienti per poi non riuscire ad arrivare a nulla.


Tribunale di Pescara: danno da perdita di chance per ritardo diagnostico

Lo Studio Legale Colletti ha ottenuto un nuovo risarcimento a favore di una propria assistita riguardante un danno da perdita di chance.

La paziente, operatasi al ginocchio presso la Casa di cura Pierangeli, non era stata informata dai sanitari della presenza di una opacità nodulare sospetta emersa durante una Rx Torace in fase pre-operatoria.

Quella opacità, nei mesi successivi ed attraverso altre casuali indagini diagnostiche, si era dimostrata essere una neoplasia polmonare che ha portato, come conseguenza immediata, ad un intervento di resezione polmonare con chemioterapia adiuvante.

A seguito di una consulenza tecnica d’ufficio, il Giudice ha condannato la Casa di cura, con relativa assicurazione, al risarcimento del danno da perdita di chance (valutato dalla Ctu in una percentuale del 25%), quantificandolo in € 81.000 oltre al risarcimento del danno di natura temporanea poichè la neoplasia è stata scoperta solo 1 anno dopo.

In totale lo Studio Legale Colletti è riuscito ad ottenere un risarcimento, comprensivo di interessi, per la propria assistita di oltre 150.000€.

 

Tribunale-di-pescara-sentenza-n-1445-2016


Infezioni ospedaliere: due risarcimenti ottenuti in via stragiudiziale

Lo Studio Legale Colletti ha recentemente ottenuto, in via transattiva e prima di iniziare un procedimento giudiziale, ben due risarcimenti riguardanti i decessi di due pazienti causati da infezioni ospedaliere presso un ospedale abruzzese.Leggere di più


Mancata diagnosi al neonato: 2 milioni di euro di risarcimento

Lo Studio Legale Colletti si è occupato di un aspetto particolare della responsabilità medica.

Nel procedimento in questione, iniziato nel 2000 e terminato nel 2009 con un risarcimento di quasi 2 milioni di euro, la struttura ospedaliera aveva omesso di effettuare delle indagini riguardanti delle malattie metaboliche altamente invalidanti, nel caso la Fenichetonuria.

La diagnosi precoce di questa sindrome, seguita da una dieta molto stringente (a basso contenuto proteico), riesce a far evitare molti suoi esiti infausti, come problemi nello sviluppo intellettivo e nella crescita.

I genitori, non messi a conoscenza della problematica, si sono resi conto di tutto ciò solo a seguito della nascita del terzo figlio, a cui venne diagnosticata la medesima sindrome. Dopo un controllo generalizzato sulla famiglia è emerso che anche la figlia nata 5 anni prima soffriva della medesima malattia.

La Consulenza Tecnica d’Ufficio espletata ha dimostrato chiaramente come gli effetti dell’omessa diagnosi hanno provocato una menomazione dell’integrtià psico-fisica prossima al 100%, la pressochè totale incapacità al lavoro ed alla vita di relazione, la sofferenza di grado elevato e la necessità di assistenza continua.

Tribunale di Pescara 28.04.2009


Errore durante il parto: maxi-risarcimento nel 2005

Con una chiara sentenza disposta dal Giudice Istruttore dott. Fiore, lo Studio Legale Colletti è riuscito a faro ottenere ai propri assistiti un maxi-risarcimento di oltre 1 milione e mezzo di euro alla famiglia di un piccolo bambino che ha subito una invalidità del 100% causata dalla negligenza dei sanitari dell’Ospedale di Atri durante l’espletamento del parto.

A bene vedere nel caso concreto vi era stata una duplice negligenza: da una parte l’eccessiva attesa prima di espletare il parto – oltretutto negando un parto cesareo d’urgenza, dall’altra la mancata ossigenazione del piccolo neonato appena dopo il parto.

Il Giudice ha stabilito come già dal tracciato cardiotocografico era evidente la sofferenza fetale, visibile dalla presenza di numerose e profonde decelerazioni variabili, e che il comportamento dei sanitari nella somministrazione di una farmaco ossitocico senza controllo è stato caratterizzato da una forte imprudenza ed imperizia.

Tribunale di Atri n. 176/2005


Risarcimento per malasanità in 4 mesi

A fine 2014 si è rivolta al nostro studio la Sig.ra A.D.B. lamentando un danno causato dalla negligenza degli ortopedici della Ausl di Chieti nell’esecuzione di un intervento chirurgico a causa di una frattura del polso.

Dopo aver iniziato un procedimento ex art. 696bis, e dopo le operazioni peritali a mezzo del Consulente Tecnico d’Ufficio scelto dal Giudice, si è riusciti, in soli 4 mesi a raggiungere una conciliazione con l’Azienda ospedaliera e far avere un pieno risarcimento alla nostra Cliente.

Una particolarità del caso concreto è, oltre alla velocità dell’avvenuto risarcimento, il fatto che, nonostante il danno riguardasse una lesione c.d. micropermanente, per il relativo risarcimento si sono potute utilizzare le tabelle del Tribunale di Milano, molto più alte rispetto a quelle previste dal Codice delle Assicurazioni Private.