PAZIENTE

Responsabilità medica e consenso informato: il buon esito di un intervento non compensa la “perdita” del paziente di valutare un’alternativa (Cass. Civile n. 12205/2015).

Con la sentenza in commento la Cassazione è tornata ad occuparsi di responsabilità medica con particolare riguardo alla fonte, alla struttura e alle connesse implicazioni del diritto al consenso informato, fissando il principio secondo cui possono esservi danni risarcibili anche nel caso in cui l’atto medico non assentito non abbia recato danno alla salute del paziente.Leggere di più


Mancanza del consenso informato: risarcimento possibile (Cass. civ. 9331/2015)

Con la recente sentenza n. 9331/2015 la Corte di Cassazione torna a confermare il suo orientamento in merito alla autonoma risarcibilità, in capo alla paziente, del risarcimento del danno per mancanza del consenso informato.Leggere di più


Responsabilità medica: è risarcibile anche il dolore se provocato dal ritardo informativo del medico (Trib. Firenze, Sentenza n. 2594 del 4.09.2014)

Il Tribunale di Firenze, con sentenza 2594 del 4 settembre 2014, fissa il principio secondo il quale “il medico che incorre in errore professionale per essersi reso conto del distacco di un frammento della componente protesica con grave ritardo rispetto all’evento (in quanto già visibile chiaramente dalle radiografie effettuate a seguito dell’intervento), causando un dolore aggiuntivo al paziente e costringendolo ad una nuova operazione, deve risarcirlo del danno subito per la persistente sintomatologia dolorosa”.Leggere di più


Il danno è risarcito se il paziente prova che, se correttamente informato, avrebbe rifiutato l’intervento (Cass. Civile, Sez. III, n. 9331/2015)

Con la sentenza n. 12717 del 19 giugno 2015, la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha chiarito, in tema di responsabilità medica, quale sia la natura e la tipologia di danno risarcibile in favore dei genitori in caso di figlio nato morto.Leggere di più


Malasanità. Responsabilità medica e onere della prova. Il paziente deve allegare l’inadempimento qualificato (Tribunale civile di Roma, sentenza del 30.04.2015)

Con la sentenza in commento il Tribunale di Roma, al fine di chiarire ulteriormente la consistenza dell’onere della prova delle parti nei giudizi aventi ad oggetto la responsabilità medico-sanitaria, ha fissato il principio secondo cui è “onere del presunto danneggiato (di) indicare non genericamente quale sia l’inadempimento qualificato che si addebita al medico e/o alla struttura nosocomiale”.Leggere di più