STUDIO COLLETTI

Vademecum Malasanità

La malasanità purtroppo è sempre più una piaga sociale per il nostro Paese: a farne le spese è chi pensando di risolvere i problemi di salute propri o delle persone care, ha avuto a che fare con la sanità, pubblica o privata, subendo, direttamente o indirettamente, un danno.Leggere di più


Malasanità: maxi-risarcimento da 1 milione di euro

Si è chiusa con un conciliazione tra la famiglia di un minore e l’assicurazione della Asl una vicenda drammatica iniziata nel 2010 con un parto ritardato di svariate ore che, insieme ad altre negligenze del Reparto di Ginecologia ed Ostetricia, ha provocato la nascita di una bambina con un forte ritardo psico-motorio ed attualmente portatrice di una invalidità del 100%.Leggere di più


Mancata diagnosi al neonato: 2 milioni di euro di risarcimento

Lo Studio Legale Colletti si è occupato di un aspetto particolare della responsabilità medica.

Nel procedimento in questione, iniziato nel 2000 e terminato nel 2009 con un risarcimento di quasi 2 milioni di euro, la struttura ospedaliera aveva omesso di effettuare delle indagini riguardanti delle malattie metaboliche altamente invalidanti, nel caso la Fenichetonuria.

La diagnosi precoce di questa sindrome, seguita da una dieta molto stringente (a basso contenuto proteico), riesce a far evitare molti suoi esiti infausti, come problemi nello sviluppo intellettivo e nella crescita.

I genitori, non messi a conoscenza della problematica, si sono resi conto di tutto ciò solo a seguito della nascita del terzo figlio, a cui venne diagnosticata la medesima sindrome. Dopo un controllo generalizzato sulla famiglia è emerso che anche la figlia nata 5 anni prima soffriva della medesima malattia.

La Consulenza Tecnica d’Ufficio espletata ha dimostrato chiaramente come gli effetti dell’omessa diagnosi hanno provocato una menomazione dell’integrtià psico-fisica prossima al 100%, la pressochè totale incapacità al lavoro ed alla vita di relazione, la sofferenza di grado elevato e la necessità di assistenza continua.

Tribunale di Pescara 28.04.2009